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01/12/2018
Traguardo europeo per il Centro di Procreazione Medicalmente Assistita dell'ospedale Sant'Antonio Abate di Cantù

Il Centro di Procreazione Medicalmente Assistita dell'ospedale Sant'Antonio Abate di Cantù ottiene un'importante riconoscimento di rilievo europeo. Si tratta della certificazione di conformità ai requisiti dei D.Lgs 191/2007 e 16/2010 rilasciata dal Centro Nazionale Trapianti – ISS e da Regione Lombardia che inserisce la struttura canturina nell'elenco dei centri europei di PMA. Il documento qualifica il centro come "Istituto dei Tessuti" autorizzato al trattamento di gameti ed embrioni a livello europeo.
La targa è stata consegnata stamattina dal presidente del Consiglio regionale Alessandro Fermi in occasione della Festa di Natale svoltasi nell'Auditorium dell'ospedale Sant'Anna di San Fermo della Battaglia a cui hanno partecipato oltre 200 famiglie che negli ultimi anni si sono affidate alla struttura canturina.
L'iniziativa di oggi ha riscosso grande successo e ha ospitato oltre 100 bambini nati grazie alle cure degli specialisti del Centro. Istituito oltre vent'anni fa, il servizio da sempre si distingue per il metodo multidisciplinare nel seguire le coppie con difficoltà nella procreazione e per una profonda umanizzazione nel trattare le problematiche relative alla fertilità. Punto di forza del Centro canturino è l'offerta di un servizio di consulenza completo che comprende le visite ginecologiche, andrologiche, il consulto psicologico, l'agopuntura, accertamenti genetici ed endocrinologici e altre consulenze specialistiche, anche di tipo legale.

La Pma di Cantù è un servizio dove viene svolta attività diagnostica e terapeutica di primo e secondo livello. Inoltre, è centro per la crioconservazione dei gameti maschili e femminili e degli embrioni. Ogni anno si rivolgono al Centro circa 500 coppie e i bimbi che nascono grazie ai percorsi e alla presa in carico multidisciplinare sono 100 l'anno.
Oltre il 95% delle pazienti proviene dalla Lombardia. Per quanto riguarda l'età delle donne che si rivolgono al servizio, il 25% ha dai 34 anni in su, il 40% dai 35 ai 39, il 23% dai 40 ai 42 e il 12% è rapprentato da pazineti dai 43 anni in su.

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