Psicologia Ospedaliera

Il lavoro dello psicologo nel contesto ospedaliero mira a realizzare un'azione che consideri non solo la diagnosi e la cura, ma anche il portato emotivo connesso alla malattia e al contempo considera l'integrazione tra i diversi professionisti della salute quale fondamentale metodologia di intervento.

Lo psicologo ospedaliero offre al paziente uno spazio in cui condividere ed elaborare i vissuti emotivi legati alla malattia o a eventi traumatici, finalizzato a un miglior adattamento, allo sviluppo delle risorse interiori dell'individuo e di una maggiore fiducia nel percorso di cura, all'acquisizione di una maggiore consapevolezza del proprio stile di reazione alla malattia e dei propri meccanismi di funzionamento nell'ottica di dare un senso a ciò che si sta vivendo, all'elaborazione dello stress psichico correlato alla degenza e all'integrazione della malattia nella propria esistenza.
Sono possibili anche interventi di sostegno rivolti a familiari che si confrontano con un evento critico e a forte impatto emotivo.
Vengono effettuate, su richiesta dei medici dei reparti di degenza dell'Ospedale, visite parere e valutazioni neuropsicologiche.

La psicologia ospedaliera si rivolge anche al minore ricoverato ed i suoi familiari, occupandosi prevalentemente di sintomatologia psicosomatica, problemi psicologici legati a patologie fisiche gravi e/o croniche in ambito pediatrico e acuzie psichiatriche.

All'interno della Psicologia Ospedaliera esiste anche un servizio specifico di Psiconcologia dedicato a pazienti con patologia oncologica e/o ai loro familiari che offre un accompagnamento nella fase della diagnosi e durante l'iter terapeutico.

L'accesso al servizio di Psicologia Ospedaliera avviene:

  • in regime di ricovero ospedaliero, su indicazione dei medici specialisti o su richiesta dei pazienti ivi ricoverati

  • in ambito ambulatoriale con impegnativa del Medico di Medicina Generale che rechi dicitura "colloquio psicologico (cod. 9409)"