Le malattie allergiche

L'allergia è una risposta abnorme nei confronti di una sostanza generalmente innocua per la maggiore parte della popolazione.

Secondo una stima dell'Organizzazione Mondiale della Sanità, entro il 2025, oltre il 40% dei bambini avrà problemi di allergia.


    1. L'anafilassi è la più grave tra le reazioni allergiche, insorge velocemente ed è potenzialmente fatale. Coinvolge più organi, quali: apparato respiratorio (es. mancanza respiro, sensazione di soffocamento..), apparato cardiocircolatorio (es. vertigini, ipotensione, collasso..), apparato gastroenterico (es. nausea, vomito, diarrea..). È associata normalmente, ma non sempre, a orticaria e/o edema delle mucose (es. gonfiore labbra, lingua e palpebre). Quando la reazione allergica si manifesta con abbassamento della pressione importante o perdita della coscienza, viene definita shock anafilattico.

      L'anafilassi può essere causata, in soggetti allergici, dall'assunzione di alimenti, farmaci o dalla puntura di imenotteri (vespe, api e calabroni).

      E' fondamentale che il paziente con pregressa reazione anafilattica, venga tempestivamente valutato dallo specialista allergologo al fine individuare il possibile agente scatenante, attraverso un corretto iter diagnostico. In caso di accertata anafilassi, al paziente verrà fornita adrenalina autoiniettabile, farmaco salvavita da usare in situazioni di emergenza.

      Nel caso di reazioni anafilattiche da puntura di imenotteri (api, vespe, calabroni) è possibile prevenire ulteriori reazioni generalizzate con l'immunoterapia specifica (comunemente chiamato vaccino) con il veleno responsabile della reazione grave sistemica.

      nido polistes
      (Nido polistes)
      vespula
      (Vespula)
    1. La rinite allergica, nota anche come raffreddore allergico o raffreddore da fieno, è un problema sanitario globale con una prevalenza in continuo aumento.

      In Italia la prevalenza della rinite allergica si assesta fra il 10-20% della popolazione con trend in aumento (dati di "progetto ARIA").

      Tale patologia è spesso sottovalutata, non essendo considerata una malattia grave, per cui molti pazienti non si rivolgono al medico o non seguono terapie regolari. Trascurare la rinite allergica, può causare l'insorgenza di asma, infatti, da anni sappiamo come la rinite allergica sia un fattore di rischio per sviluppare asma, ma non si devono trascurare anche altre patologie che si possono associare alla rinite allergica, quali la congiuntivite e la rinosinusite cronica (con o senza poliposi nasale).

      I sintomi sono prurito, starnuti, ostruzione, naso che cola, a volte associati all'arrossamento e/o al prurito degli occhi.

      I principali allergeni che danno questi sintomi sono i pollini e gli acari della polvere.

      La diagnosi consiste nell'esecuzione di test cutanei (prick test) con aeroallergeni (pollini, acari, muffe, cane, gatto, cavallo), se necessario viene richiesto un approfondimento con il dosaggio delle IgE specifiche sieriche (cioè mediante un prelievo del sangue).

      Possono essere necessari anche eventuali test di funzionalità respiratoria per escludere la presenza concomitante di asma bronchiale.

      Una volta diagnosticata la rinite su base allergica si consiglia la terapia più adeguata: dalla terapia sintomatica "al bisogno" nei casi più lievi, a terapie di fondo (cioè continuative) per ottenere il miglior controllo possibile dei sintomi e, in casi selezionati, può essere consigliato un trattamento iposensibilizzante (detto comunemente "vaccino") per via sottocutanea o sublinguale che modifica la risposta immunologica del sistema immunitario del paziente, indirizzandolo verso la tolleranza all'allergene per cui si esegue la vaccinazione.

    1. "L'asma è una malattia eterogena, di solito caratterizzata da infiammazione cronica delle vie aeree. E' definita da una storia di sintomi respiratori (respiro sibilante, dispnea accessionale, costrizione toracica, e tosse) che possono variare nel tempo e in intensità, associata a ostruzione bronchiale variabile nel tempo e in genere ampiamente reversibile" (Linee guida GINA 2022).

      In coloro che soffrono di asma circa il 50% degli adulti ha un asma allergico (es. pollini, acari), la percentuale sale fino all'80% nei bambini.

      Il numero di asmatici in Europa occidentale sarebbe raddoppiato in appena 10 anni.

      Il controllo della malattia si ottiene in non oltre il 50% dei pazienti, probabilmente per un inquadramento che sottostima la patologia o a causa della mancata aderenza al trattamento farmacologico da parte del paziente.

      I test di funzionalità respiratoria sono essenziali per confermare il sospetto di asma bronchiale.

      Per identificare l'allergene causa dei sintomi respiratori si procede all'esecuzione di test cutanei (prick test) con aeroallergeni (pollini, acari, muffe, cane, gatto, cavallo), se necessario viene richiesto un approfondimento con il dosaggio delle IgE specifiche sieriche (cioè mediante un prelievo del sangue).

      Una volta diagnosticato l'asma di natura allergica si consiglia la terapia più adeguata.

      In casi selezionati abbiamo a disposizione un trattamento iposensibilizzante (detto comunemente "vaccino") per via sottocutanea o sublinguale che, come nei pazienti affetti da rinite allergica, modifica la risposta immunologica del sistema immunitario del paziente, indirizzandolo verso la tolleranza all'allergene per cui si esegue la vaccinazione.

    1. L'allergia alimentare è una reazione del sistema immunitario nei confronti di un alimento o di un suo componente.

      E' una malattia con elevato impatto sulla qualità di vita dei soggetti che ne soffrono e dei loro familiari.

      Più di 160 alimenti sono riconosciuti come causa di allergia con tassi di prevalenza che variano a seconda dell'alimento considerato e della popolazione presa in causa.

      La diagnosi di allergia alimentare, come da indicazione dell'EAACI (European Academy of Allergy & Clinical Immunology) prevede questi passaggi fondamentali:

      • la raccolta della storia clinica del paziente che deve essere compatibile per sospetta allergia ad alimenti,
      • la conferma del meccanismo IgE mediato (allergia) mediante test cutanei con alimenti (prick test, prick by prick) e/o test in vitro (dosaggio delle IgE specifiche sieriche delle fonti allergeniche in toto o loro ricombinanti),
      • l'eliminazione dell'alimento/degli alimenti causa della reazione per cui è stato confermato il meccanismo IgE mediato mediante i test allergologici,
      • test di provocazione orale con alimenti qualora non si sia raggiunta la diagnosi di allergia alimentare tramite gli step precedenti.

      Da un punto di vista clinico, nei soggetti allergici si passa da manifestazioni sfumate e a rapida risoluzione come, ad esempio, il classico prurito o edema della mucosa orale al contatto con determinati alimenti, a manifestazioni cutanee generalizzate tipo l'orticaria, fino ad arrivare, nei casi più gravi e certamente più temuti, a sintomi generalizzati quali ipotensione, dispnea (difficoltà nella respirazione) fino allo shock anafilattico che in rari casi può essere fatale.

      L'allergia alimentare è un problema molto sentito, infatti diversi studi epidemiologici indicano che la percezione di soffrire di allergia alimentare nella popolazione generale si aggira intorno al 20% (Allergy. 2023;78:351-368).

      Quando però l'allergia viene confermata da test adeguati, la prevalenza dei "veri allergici ad alimenti" scende a 1-5% negli adulti, mentre numeri più alti si registrano nella popolazione pediatrica dove nella gran parte dei casi l'allergia viene però superata spontaneamente con l'età scolare, soprattutto per latte, uova grano.

      Nel bambino gli allergeni alimentari che danno prevalentemente allergia sono uova, latte, grano e pesce. Nell'adulto invece è più frequente riscontrare un'allergia a frutta e verdura cruda: ne soffrono il 55% di tutti i pazienti adulti come conseguenza della loro reattività crociata a pollini.

      I soggetti che soffrono di allergia alimentare sono obbligati ad eliminare sistematicamente gli alimenti coinvolti dalla loro dieta anche se sono in corso studi per standardizzare terapie di profilassi per l'allergia alimentare quali l'immunoterapia orale per alimenti (es. latte, uovo, arachide) o altre forme di immunoterapie.

      Nel 2020 la US Food and Drug Administration (FDA) e la European Medicines Agency (EMA) hanno approvato la prima immunoterapia orale per alimenti nella fascia d'età 4-17 anni che riduce il rischio di reazioni allergiche incluse quelle di anafilassi dovute all'ingestione accidentale di arachidi.